Credito d’imposta farmacia 2023: i nuovi incentivi fino al 2025

Credito d'imposta farmacia 2023: i nuovi incentivi fino al 2025

Negli ultimi anni l’acquisto di beni tecnologicamente avanzati da parte di farmacie e parafarmacie è stato ampiamente sostenuto dallo Stato italiano: l’agevolazione più importante è stata la misura del credito d’imposta, che ha consentito di fare investimenti per innovare la propria attività, renderla più efficiente, attraente e competitiva, recuperando percentuali importanti delle spese effettuate.

Con il 2023 questa misura cambia: vediamo in che modo.

1. Quali sono i beni agevolati per la farmacia

Non tutti i beni godono del credito d’imposta. In questo caso stiamo parlando, nello specifico, di beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0», che in ambito farmacia coprono sistemi quali ad esempio:

Telemedicina, con requisiti 4.0

Etichette elettroniche

Distributore automatico di parafarmaci ad alta tecnologia

Casse per la gestione sicura e automatizzata del contante

Magazzini automatizzati per farmacia

2. Scende il credito d'imposta

Nel 2021 la percentuale detraibile sugli investimenti in beni strumentali 4.0 ha toccato il 50%, per poi scendere al 40% nel 2022. Con il 2023 la soglia degli incentivi si appresta ad un cambiamento e il tetto massimo per gli stessi beni tecnologici sarà del 20%.

La Legge di Bilancio 2022 (legge 234/2021) ha infatti prorogato, rimodulandolo, il credito d’imposta per gli acquisti che si concretizzeranno dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025. A tutte le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato italiano, viene riconosciuto un credito d’imposta alle seguenti condizioni:

  • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

3. Quando si applica il nuovo credito d'imposta?

Le nuove aliquote appena elencate sono valide per spese effettuate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025. Il credito d’imposta può essere esteso fino al 30 giugno 2026, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di un acconto di almeno il 20%.

4. Cosa succede se concludo nel 2023 un acquisto iniziato nel 2022?

Se l’investimento agevolabile è stato effettuato entro il 31 dicembre 2022, è stato accettato l’ordine dal venditore ed è stato versato un acconto di almeno il 20%, si applica il credito d’imposta relativo al 2022, anche se l’investimento si conclude entro giugno 2023.

5. Cosa succede al Credito d'Imposta per il Mezzogiorno (CIM)

Il Credito d’Imposta per il Mezzogiorno (che arriva fino al 45%) negli anni passati ha dato modo, grazie alla cumulabilità con il credito d’imposta valido in tutta Italia, di recuperare la quasi totalità degli investimenti in beni tecnologici 4.0. La Legge di Bilancio 2022, però, ha prorogato il CIM solo fino al 31 dicembre 2022, pertanto a partire dal 2023, qualora non venisse ulteriormente rinnovato, non sarà più possibile cumularlo con il credito d’imposta valido in tutta Italia.

Le misure del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali sono riportate sinteticamente nel sito del Ministero dello sviluppo economico https://www.mise.gov.it/it/incentivi/credito-dimposta-per-investimenti-in-beni-strumentali
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